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La pittura mi consente una riflessione poetica sull’esistenza, sul rapporto tra spazio e tempo e sul rapporto tra uomo e natura. 

Uso un linguaggio evocativo. Rivelo visioni che emergono dal mio immaginario. Scenari intimi e al tempo stesso universali. Ogni mio dipinto é avvolto nel buio che considero la rappresentazione della dimensione interiore, del mistero e della dimensione eterna. 

Rappresento uno spazio disteso, dilatato, svuotato dal tempo che ci appartiene. Luoghi sospesi abitati da un tempo infinito, che dalla soglia del nostro presente ci riconnettono al candore arcaico dei primordi del mondo e, dalle profondità del passato, ci riflettono possibili scenari futuri. Un universo quasi eliotiano, dove tempo e spazio si rincorrono in un continuum circolare.

 

Territori incontaminati, dove l’uomo non compare. Non lo sento ancora pronto a ricevere questo dono immenso. E al suo posto introduco le cose, i suoi oggetti. Figure archetipiche, contemplative incapaci di nuocere al mondo. Emergono da un vuoto alchemico e oscuro per tracciare un dialogo invisibile tra natura ed esistenza. Affondano lo sguardo al di là del percettibile, al di là della solitudine che mai come ora ci appartiene. La loro immobilità crea un senso di attesa, di stasi, di rallentamento che ci rimanda al momento preciso in cui stiamo vivendo e ci suggerisce forse un nuovo tipo di contatto, più ampio e più profondo, con l'ordine naturale e con la vita.

             

                                                                                                                                                        26 marzo 2021